{"id":23639,"date":"2025-12-11T14:07:28","date_gmt":"2025-12-11T19:07:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.franciscansusa.org\/?p=23639"},"modified":"2025-12-11T14:28:46","modified_gmt":"2025-12-11T19:28:46","slug":"la-malta-che-ci-lega","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.franciscansusa.org\/it\/the-mortar-that-binds-us\/","title":{"rendered":"Il cemento che ci unisce: uno sguardo ai 175 anni di St. Anthony Strong"},"content":{"rendered":"<section class=\"l-section wpb_row height_medium\"><div class=\"l-section-h i-cf\"><div class=\"g-cols vc_row via_flex valign_top type_default stacking_default\"><div class=\"vc_col-sm-12 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"w-image align_none\"><div class=\"w-image-h\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"470\" src=\"https:\/\/www.franciscansusa.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-morter-that-binds-us-1024x470.jpg\" class=\"attachment-large size-large\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/www.franciscansusa.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-morter-that-binds-us-1024x470.jpg 1024w, https:\/\/www.franciscansusa.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-morter-that-binds-us-300x138.jpg 300w, https:\/\/www.franciscansusa.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-morter-that-binds-us-18x8.jpg 18w, https:\/\/www.franciscansusa.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-morter-that-binds-us-150x69.jpg 150w, https:\/\/www.franciscansusa.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-morter-that-binds-us-600x276.jpg 600w, https:\/\/www.franciscansusa.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-morter-that-binds-us.jpg 1400w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/div><\/div><div class=\"w-separator size_medium\"><\/div><div class=\"wpb_text_column us_custom_03f3d98b\"><div class=\"wpb_wrapper\"><figure id=\"attachment_23649\" aria-describedby=\"caption-attachment-23649\" style=\"width: 273px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23649\" src=\"https:\/\/www.franciscansusa.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/clarksville-friars-1.jpg\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/www.franciscansusa.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/clarksville-friars-1.jpg 750w, https:\/\/www.franciscansusa.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/clarksville-friars-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.franciscansusa.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/clarksville-friars-1-9x12.jpg 9w, https:\/\/www.franciscansusa.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/clarksville-friars-1-113x150.jpg 113w, https:\/\/www.franciscansusa.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/clarksville-friars-1-300x400.jpg 300w, https:\/\/www.franciscansusa.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/clarksville-friars-1-450x600.jpg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 273px) 100vw, 273px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-23649\" class=\"wp-caption-text\">Fra Florian Tiell, OFM Conv., fra Christian Moore, OFM Conv., e fra John Bamman, OFM Conv., si fermano per una foto nel giardino della preghiera di Sant&#039;Antonio, dove ogni mattone inciso racconta una storia di fede, famiglia e 175 anni di ricostruzione insieme. In piedi tra i nomi e i ricordi di generazioni, rappresentano la linea ininterrotta dei frati francescani conventuali che hanno guidato questa comunit\u00e0 \u2013 Sant&#039;Antonio Forte \u2013 attraverso alluvioni, incendi e nuovi inizi.<\/figcaption><\/figure>\n<p>La luce del mattino inonda i sentieri di mattoni del giardino di preghiera di Sant&#039;Antonio, ogni pietra reca incisa una storia: un matrimonio celebrato, un amato nonno ricordato, un bambino perso troppo presto. Insieme raccontano di un popolo resiliente, di famiglie che, per 175 anni, si sono sostenute a vicenda e hanno costruito qualcosa di duraturo sotto la protezione di Sant&#039;Antonio da Padova. Un mattone si appoggia all&#039;altro, e tutti sono rafforzati dalla Pietra Angolare, Cristo stesso.<\/p>\n<p>La storia ebbe inizio in modo umile nel 1851, quando una piccola chiesa di 7,6 x 15,2 metri sorse all&#039;angolo tra Meigs e Maple a Jeffersonville. La prima pietra fu posata nell&#039;agosto di quell&#039;anno dal vescovo John Martin Spalding di Louisville, e la prima messa fu celebrata nell&#039;ottobre dello stesso anno dal frate francescano Otto Jair di San Bonifacio, sempre a Louisville. Da questi umili inizi, la parrocchia ha resistito a guerre, alluvioni, incendi e trasferimenti, ma non ha mai perso il suo cuore francescano.<\/p>\n<p>Nel 1867, dopo la Guerra Civile, i Frati Francescani Conventuali arrivarono ufficialmente per prendersi cura della Parrocchia di Sant&#039;Antonio. Fra Bonaventure Keller fu il primo dei nostri confratelli a guidare la comunit\u00e0, dando inizio a una linea ininterrotta di parroci francescani conventuali che continua ancora oggi. Per oltre un secolo e mezzo, i nostri frati hanno accompagnato questa comunit\u00e0 attraverso ogni sfida e cambiamento, guidando generazioni nella fede e nel servizio.<\/p>\n<p>Le inondazioni misero a dura prova quella fede fin da subito e ripetutamente: il diluvio del 1883, la devastazione del 1937 che raggiunse i cinque metri di altezza all&#039;interno della vecchia chiesa, e i ripetuti tentativi del fiume di riappropriarsi della terra. Ogni volta, i parrocchiani ricostruirono. Nel 1949, dopo un altro grande sforzo di ricostruzione guidato da frate Mathias Schnieders, la comunit\u00e0 si trasfer\u00ec dal centro di Jeffersonville ai campi aperti di Clarksville, nell&#039;Indiana, dove il complesso parrocchiale continua a crescere ancora oggi.<\/p>\n<p>Quello spirito di resilienza ha contraddistinto ogni epoca. Le fiamme del 1970, innescate da un fulmine, distrussero la chiesa di Clarksville, ma non la determinazione dei suoi abitanti. Sotto la guida di frate Gerard Herman, i parrocchiani si riunirono in spazi presi in prestito fino a quando una nuova chiesa risorse dalle ceneri nel 1972, simbolo di rinascita che riecheggia l&#039;invito di San Francesco ad &quot;andare e ricostruire la mia chiesa&quot;.\u201c<\/p>\n<p>Oggi la parrocchia di Sant&#039;Antonio sorge su un terreno di sette acri ricco di vita e ricordi: una scuola materna e una scuola elementare e media, una vivace comunit\u00e0 parrocchiale e ministeri che toccano i cuori di tutto il sud dell&#039;Indiana. Sono onorato di servire come 43\u00b0 parroco di una stirpe di frati che hanno celebrato i sacramenti qui, dalla gioia del battesimo e della laurea al dolore dei funerali e alla quieta grazia delle visite in ospedale. In ogni stagione, la gente di Sant&#039;Antonio incarna il carisma francescano della gioia in ogni circostanza.<\/p>\n<p>La nostra gioia \u00e8 la malta che ci unisce, la nostra unit\u00e0 la forza che tiene insieme ogni mattone. Siamo ancora un popolo che ricostruisce dopo ogni tempesta, spirituale e letterale. Come le generazioni che ci hanno preceduto, continuiamo a credere nella promessa che la fede, la comunit\u00e0 e la gratitudine possano superare qualsiasi cosa. Pi\u00f9 forti di un faro contro un mare in tempesta, siamo forti come Sant&#039;Antonio.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Friar Florian Tiell, OFM Conv., friar Christian Moore, OFM Conv., and friar John Bamman, OFM Conv., pause for a photo in St. Anthony\u2019s prayer garden, where every engraved brick tells a story of faith, family, and 175 years of rebuilding together. 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