
Qual è il sogno dei frati francescani quando lavorano per una parrocchia? Nell'atrio del centro parrocchiale della chiesa di Sant'Antonio da Padova ad Angola, Indiana, c'è una grande riproduzione del Crocifisso di San Damiano sulla parete. Lì, i parrocchiani hanno appeso un cartello che recita:
“Replica del crocifisso greco-ortodosso nella cappella di San Damiano vicino ad Assisi, dal quale San Francesco d'Assisi, nell'anno 1205, udì Gesù dire: “Francesco, edifica la mia Chiesa!”. Da allora, i Frati Minori Conventuali hanno considerato l'edificazione della Chiesa insieme al popolo di Dio come una ragione fondamentale della loro esistenza. Dal 1931 al 2022, hanno avuto l'onore di servire la comunità della contea di Steuben.”
Questa visione di edificare la Chiesa fianco a fianco con il popolo è parte integrante della concezione francescana di "Chiesa" fin dal Medioevo. Fra Guiberto di Tournai, nel suo manuale per predicatori intitolato "La Faretra", cita Papa Innocenzo III che affermava: "Quando Gesù sfamò cinquemila persone, fu Gesù a dare nutrimento e il popolo a riceverlo. Il compito degli Apostoli era quello di servire a tavola, lavare i piatti e sparecchiare. Questo è anche il compito del clero e dei religiosi: servire a tavola, lavare i piatti e sparecchiare".“

Tutti i frati che hanno trascorso del tempo in Angola si sono impegnati ad accompagnare i parrocchiani che servono, insegnando, ispirando e incoraggiandoli nel loro continuo impegno per l'opera di Dio.
Questo concetto viene ribadito in un libro ritrovato nella vecchia biblioteca del seminario di Nostra Signora della Consolazione a Carey, Ohio, dove molti dei nostri frati più anziani hanno studiato teologia:
“È dovere dei laici rendere reale la Chiesa in ogni luogo e tempo. Il clero e i religiosi possono guidarli e istruirli, incoraggiarli e ispirarli, ma non potranno mai fare il lavoro dei laici al posto loro.”
Questo è il cuore della visione della Chiesa come sinodo vivente: è compito dei laici rendere reale la Chiesa nello spazio e nel tempo. “Il lavoro dei laici” si esprime nel nostro termine italiano liturgia, dal greco “leiton ourgia”, che significa lavoro del popolo. Ogni volta che celebriamo la Messa – o qualsiasi altra liturgia – affermiamo ancora una volta che la Chiesa di Dio è un sinodo vivente.
Fin dal loro arrivo ad Angola nel 1931, i frati Clem Orth e Ambrose Finnegan hanno avuto come obiettivo quello di camminare fianco a fianco con i cattolici della zona per costruire una parrocchia. Lungo questo cammino, spero che li abbiamo guidati e istruiti, ispirati e incoraggiati. Per i frati, questi 91 anni sono stati un onore. La nostra preghiera è che qui ad Angola – e ovunque i frati abbiano prestato servizio, per un periodo più o meno lungo – il Popolo di Dio possa continuare a svolgere "l'opera del popolo". Questo è il vero sinodo vivente.




