
Ricordare attraverso l'Eucaristia
Di fra Wayne Hellmann, OFMConv.
I ricordi abbondano! Per i frati, il 2026 si preannuncia un anno ricco di ricordi. Il 2026 è separato da 800 anni da quel giorno del 1226 in cui San Francesco, alla vigilia del 3 ottobre, "si addormentò nel Signore". Inoltre, la nostra Provincia Francescana Conventuale celebra il centenario della sua fondazione nel 1926. Oltre a questi due eventi principali, ricordiamo anche gli inizi di altri importanti ministeri.
I ricordi sono importanti. Senza di essi, perdiamo la nostra identità, le nostre radici e persino le nostre relazioni fondamentali, soprattutto con i nostri cari e con i tanti che ci hanno spianato la strada. L'amnesia spirituale e relazionale non ci aiuta ad andare avanti.
Le celebrazioni di giubilei e anniversari in famiglia, nelle comunità religiose e in qualsiasi società identificabile alimentano i ricordi. Questi ricordi ci uniscono e ci aiutano ad affrontare le sfide del presente e a proiettarci nel futuro. Questo è ciò che noi frati rappresenteremo nel 2026.
Coltivare e raccontare storie è fondamentale. Naturalmente, è per questo che custodiamo con tanta cura le Scritture, ricche di storie di esperienze con Dio e con gli altri. Nel corso dei secoli, abbiamo imparato che queste parole umane, ispirate dallo Spirito Santo, ci rivelano la Parola di Dio. Ciò non significa che l'opera dello Spirito Santo si limiti solo alle storie delle Scritture. Che dire delle nostre storie più personali? Non potrebbe forse lo Spirito Santo, già inviato a noi, operare anche in esse?
Nella nostra tradizione cattolica, i ricordi e le storie rivestono un'importanza particolare. La fede cattolica non è semplicemente una fede personale. Non nasce da me o da te. Piuttosto, viene ereditata dai secoli e condivisa con molti in ogni epoca. La fede cattolica si fonda su una memoria condivisa. Essa scaturisce principalmente dal memoriale celebrato nell'Eucaristia: "Celebriamo il memoriale della sua passione, morte, risurrezione e ascensione al cielo". Da questa memoria "attendiamo con gioia la sua venuta".“
Questo memoriale, che troviamo nell'Eucaristia, è un memoriale della Pasqua di Gesù al Padre. Non si tratta semplicemente di un ricordo o di una rappresentazione dell'Ultima Cena. Tuttavia, l'Ultima Cena è importante perché in essa Gesù ci interpreta il significato di quel memoriale, ovvero che nella sua Pasqua Egli è l'Agnello il cui "corpo è dato per noi" e il cui sangue, come sangue della nuova ed eterna alleanza, è il "sangue versato per noi... in remissione dei peccati".’
In questa commemorazione, per opera dello Spirito Santo, Gesù ci chiama tutti a partecipare alla sua Pasqua al Padre, affinché con Lui e attraverso di Lui possiamo giungere al Padre Suo. Il suo invito è universale perché, celebrando la sua commemorazione, siamo uniti a Lui e a tutti coloro che lo seguono verso il Padre.
In tal modo “diventiamo un solo corpo e un solo spirito in Cristo”. Ricordiamo così la Beata Vergine Maria, gli apostoli, i martiri, i santi, tutti coloro che sono morti, e anche tutti noi ancora in cammino terreno, con particolare menzione del nostro papa e del nostro vescovo, che nel loro ministero sono chiamati ad essere segni visibili della nostra unità.
Nel celebrare la Messa, siamo tutti partecipanti presenti a Gesù e siamo con Lui nella Sua Pasqua. Per questo ricordiamo gli esempi di santi e sante di ogni epoca. Questa è la ragione della canonizzazione dei santi, per aiutarci a conservarne la memoria ogni volta che celebriamo il memoriale di Gesù presente a noi nell'Eucaristia.
Il 2026 sarà per noi un anno ricco di ricordi. Possano queste storie accrescere la nostra comprensione della fede cattolica e approfondire la partecipazione alla memoria che celebriamo in ogni Eucaristia.




