
Testimoni disarmati e non armati
di frate Kole Resler, OFM Conv.
Sono frate Kole Resler, novizio e ancora un principiante nella vita religiosa francescana. Il noviziato è un anno dedicato alla preghiera, al discernimento e all'approfondimento del mio amore per Dio e per lo stile di vita francescano. Ma quest'anno è diventato ancora più significativo perché Papa Leone XIV ha indetto un Anno Giubilare di San Francesco in occasione dell'ottocentesimo anniversario della sua morte.
Nella sua lettera di annuncio del Giubileo, il Santo Padre ha espresso il desiderio di essere spiritualmente unito all'intera famiglia francescana. Questo mi ha commosso. Mi ha ricordato che, anche da novizio, all'inizio di questa vita, faccio parte di qualcosa di molto più grande di me.
Papa Leone esprime anche un profondo desiderio di pace e la ferma speranza che San Francesco possa aiutarci a perseguirla. Inizialmente, questo può sembrare impossibile. Le divisioni del mondo possono apparire troppo profonde, poiché la paura, la violenza, la sfiducia e l'egoismo spesso sembrano più forti del Vangelo. Ma San Francesco non è nuovo a compiti impossibili.
Molti avranno pensato che il suo desiderio iniziale di vivere il Vangelo alla lettera fosse impossibile. Eppure, per grazia, Francesco è diventato ciò che alcuni hanno definito "una preghiera creata dall'uomo". La sua vita si è talmente incentrata su Cristo che ancora oggi, 800 anni dopo, continua a insegnare alla Chiesa come cercare la pace.
Nella preghiera che Papa Leone ha offerto per questo Anno Giubilare, mi ha colpito in modo particolare l'invito a diventare "testimoni disarmati e capaci di disarmare". Questa frase mi è rimasta impressa.
La pace non si crea attraverso la paura. Non si forma con la manipolazione, il controllo o trattando gli altri come nemici da sconfiggere. La pace di Cristo ci chiede qualcosa di più vulnerabile. Ci chiede di entrare nel caos del mondo con amore. Ci chiede di essere presenti senza armi, senza cuori induriti e senza bisogno di dominare. Non è facile. Ma è francescano.
Nel noviziato sto imparando che la pace inizia nei luoghi nascosti: nella preghiera, nel silenzio, nella vita comunitaria e nelle piccole scelte quotidiane che possono indurire il cuore o aprire spazio alla grazia. Prima di poter annunciare la pace al mondo, dobbiamo permettere a Cristo di operare la pace dentro di noi.
Quando ci rivolgiamo a San Francesco, vediamo diverse vie verso la pace. Siamo chiamati ad abbracciare i poveri in solidarietà. Siamo chiamati ad annunciare la pace che scaturisce da un vero incontro con Gesù Cristo. Siamo chiamati a riconoscere la presenza di Dio nel Creato e a rispondere con stupore e meraviglia.
Da novizio, so di essere solo all'inizio della mia comprensione di questa vocazione. Ma so anche che il mondo ha bisogno di testimoni che siano gentili senza essere deboli, umili senza essere passivi e pacifici senza avere paura.
Possa San Francesco intercedere per noi, affinché a nostro tempo tutti noi possiamo diventare veri operatori di pace.




