
“Il mondo ha sete di pace. Abbiamo bisogno di un'era di riconciliazione vera e duratura che ponga fine all'abuso di potere, alle dimostrazioni di forza e all'indifferenza verso lo stato di diritto. Basta con la guerra, con tutto il dolore che provoca attraverso la morte, la distruzione e l'esilio!”
Papa Leone XIV, 28 ottobre 2025
La pace e la costruzione della pace sono due temi ricorrenti nelle lettere, nei discorsi e negli scritti di Papa Leone. Data la crescente retorica e la violenza aperta in molte parti del mondo, la sua risposta a queste situazioni pericolose e disumanizzanti ci invita a considerare la pace “…non come la dà il mondo”. Papa Leone intreccia in questa dinamica le parole di Gesù: “Io sono venuto a gettare fuoco sulla terra” (Luca 12,49). Egli chiarisce che questo fuoco non è il fuoco della discordia o dell'aggressione, ma il fuoco dell'amore: “…il fuoco dell'amore, che si abbassa e serve, che contrappone l'indifferenza alla cura e l'arroganza alla mitezza; il fuoco della bontà, che non costa quanto le armi, ma rinnova gratuitamente il mondo. Può causare incomprensioni, scherni, persino persecuzioni, ma non c'è pace più grande di quella di avere la sua fiamma dentro di noi”. (Discorso al Santuario di Maria de la Rotonda, agosto 2025) Le parole di Papa Leone riecheggiano quelle del martire francescano San Massimiliano Kolbe: “Solo l'amore crea”.”
Papa Leone invita tutti noi alla conversione e alla trasformazione; siamo invitati a cooperare con la grazia di Dio e a essere quel cambiamento nel mondo che ciascuno di noi è chiamato a essere in modo unico. Nei miei oltre 70 anni su questa terra e 45 anni di vita religiosa, so che la conversione non è un evento isolato. La conversione richiede un impegno costante a seguire il Signore nelle nostre specifiche situazioni di vita. La conversione richiede che io ascolti i miei confratelli francescani e la più ampia comunità mondiale mentre cerco di rispondere alla chiamata di Dio.
Nel suo discorso ai diplomatici accreditati presso il Vaticano, Papa Leone ha elencato alcune delle sfide alla pace odierna: “La guerra è tornata di moda e si sta diffondendo uno zelo bellico… La pace non è più ricercata come un dono e un bene desiderabile in sé… al contrario, la pace viene perseguita attraverso le armi come condizione per affermare il proprio dominio”.”
Nel corso del suo discorso, Papa Leone ci avverte che questa cultura dell'unilateralismo porta a minare la dignità umana e i diritti umani fondamentali. La mentalità di dominio e aggressione conduce alla morte di civili innocenti e alla distruzione di istituzioni di cura come ospedali, chiese e strutture assistenziali.
Le sfide alla costruzione della pace possono sembrare insormontabili, ma in uno dei suoi Angelus, Papa Leone ci ricorda: “…non dobbiamo smettere di sperare: Dio è più grande del peccato dell'uomo. Non dobbiamo rassegnarci al prevalere della logica del conflitto e delle armi. Con Maria crediamo che il Signore continui a venire in aiuto dei suoi figli, ricordandosi della sua misericordia. Solo in questa misericordia possiamo ritornare alla via della pace”.”




