
Il mio primo incontro con i frati risale al 1995, un anno dopo la morte di mio marito Greg. Avevo bisogno di un luogo dove ritirarmi e riflettere sul progetto di Dio per il futuro. Con poco preavviso, in prima serata, io e mia sorella, che aveva anch'essa perso il marito, fummo accolte nel Centro da frate Angelo Catania. Da allora, ho trascorso qui diversi ritiri spirituali privati. Nel corso degli anni, questo luogo non è stato solo la mia casa spirituale, ma anche la mia casa fisica. Sono sempre la benvenuta qui.
Nel 2020 mi sono ritirato dalla professione medica. È stata un'altra perdita, seppur di lieve entità. È stata la perdita del mio stile di vita, che durava da oltre 40 anni. Inutile dire che è stato difficile. Il Provinciale di allora, frate Wayne Hellmann, mi offrì un incarico come consulente medico volontario per i frati (con il loro consenso).

Il servizio ai frati è un'esperienza illuminante. Ho imparato ad accettare Suor Morte, come la chiamava San Francesco, con grazia, serenità e piena fiducia nella misericordia di Dio.
Ho imparato l'umiltà nell'obbedienza dei frati al loro Provinciale, nonostante i loro [occasionali] dubbi.
Vivono in una comunità di uomini con personalità diverse. A volte è difficile avere a che fare con le persone malate, e i frati malati non fanno eccezione. Eppure i frati sono sempre gentili e pazienti.
C'è povertà nella ricchezza, ma abbondanza nella gioia. Sono mendicanti gioiosi. Non li sento parlare dei loro bisogni.
Sono stati i miei compagni di viaggio. Durante questi viaggi mi hanno fatto conoscere santi a me sconosciuti.
Mi sono meravigliato della bellezza della creazione di Dio tra le montagne della Baviera, nei tramonti di Santa Fe e nelle dune di sabbia bianca del Nuovo Messico. Mi fa riflettere su Laudato Si!, la cura della Terra comune, un'enciclica di Papa Francesco.
Ho avuto un assaggio delle ingiustizie sociali che affliggono il nostro mondo oggi. Il Centro di ritiro Holy Cross a Mesilla Park, nel Nuovo Messico, è un rifugio per famiglie sfollate. Ho visitato e parlato con giovani senzatetto a Posada Guadalupe, a San Antonio, in Texas. Queste strutture sono gestite dai frati francescani. Fratelli Santi, Un'altra enciclica di Papa Francesco proclama che siamo tutti fratelli e sorelle, un'unica famiglia in Dio.
Forse essere membro onorario della Provincia Francescana di Nostra Signora della Consolazione rappresenta il compimento della promessa fatta a Dio da bambina: sarei diventata religiosa se avesse guarito mia madre, con un bonus aggiuntivo: niente voti di povertà, obbedienza o castità. Per citare San Francesco: "È dando che si riceve". Ho ricevuto più di quanto ho dato, e ciò che mi hanno dato non ha prezzo.
Queste sono le parole che la Dott.ssa Veza ha pronunciato il giorno in cui è stata nominata Membro Onorario della nostra Provincia. Nel calore dell'accoglienza, nel cammino di fede condiviso e nell'incrollabile riconoscimento della dignità umana, le esperienze della Dott.ssa Veza rispecchiano lo spirito di Nostra Aetate. Nel “nostro tempo”, come quel documento definisce quest'epoca, il Vangelo ci chiama ad incontrare l'altro con rispetto, compassione e fraternità. Per la Dott.ssa Veza, questi incontri con i frati non sono stati solo momenti di grazia, ma un promemoria costante che, nella famiglia di Dio, nessuno è uno straniero.




